Ennesima sommossa nel carcere di Porto Azzurro : il sindacato Sappe chiede interventi urgenti e risolutivi

 Nel carcere di Porto Azzurro, circa 30 detenuti sono stati coinvolti in una violenta colluttazione che si è verificata in un reparto completamente aperto. L’episodio, avvenuto intorno alle 18.30 di ieri, ha richiesto l’intervento massiccio della Polizia Penitenziaria, compreso il personale libero dal servizio, al fine di ripristinare l’ordine.



Dopo la sommossa, alcuni detenuti hanno riportato ferite, anche se fortunatamente non gravi. Le autorità hanno inoltre scoperto diversi oggetti proibiti all’interno del carcere, potenzialmente utilizzabili come armi. Il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) ha lanciato un allarme, chiedendo all’Amministrazione Penitenziaria di intervenire immediatamente per garantire la sicurezza.



Richieste di cambiamento

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha denunciato la situazione di emergenza che sta vivendo il carcere, sottolineando che la violenza nei reparti è diventata un fenomeno frequente. Capece ha chiesto che l’Amministrazione smetta di trattare il modello a porte aperte come un dogma, evidenziando che le condizioni attuali mettono a rischio la sicurezza di detenuti e personale. È inaccettabile, secondo il sindacato, che la sicurezza venga garantita solo grazie al sacrificio degli operatori.


Francesco Oliviero, segretario nazionale SAPPE per la Toscana, ha ampliato il discorso, sottolineando che Porto Azzurro non può fungere da contenitore per detenuti senza una valutazione adeguata della loro compatibilità con la struttura e le sue capacità gestionali. Oliviero ha ribadito l’importanza di monitorare attentamente la composizione della popolazione detenuta e di considerare seriamente le segnalazioni di stress e difficoltà riportate dal personale.



Un allarme inascoltato

Pasquale Amato, dirigente SAPPE di Porto Azzurro, ha descritto l’accaduto come un campanello d’allarme e ha espresso la necessità di rivedere le modalità di gestione, chiedendo un intervento urgente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Gli operatori della Polizia Penitenziaria stanno affrontando una pressione sempre maggiore e non possono continuare a gestire situazioni così complesse senza il supporto adeguato. Se il modello a porte aperte rimane in vigore, l’Amministrazione deve garantire che le condizioni di sicurezza siano rispettate, altrimenti è tempo di apportare modifiche significative.


La situazione a Porto Azzurro evidenzia un problema di sicurezza che richiede azioni immediate. La sicurezza del personale e dei detenuti deve tornare a essere una priorità per l’Amministrazione, come hanno fortemente ribadito i rappresentanti del SAPPE.

O.E

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