- Ottieni link
- X
- Altre app
- Ottieni link
- X
- Altre app
Inutile negarlo, ma i fuochi in genere sono anche scenografici quanto spettacolari.
Come è arcinoto, purtroppo per esaltare le situazioni con i fuochi e non solo, senza tanti preamboli si pone a rischio la vita altrui. E questi sono dati di fatto.
Quindi nonostante Crans Montanà e gli incendi boschivi che si ripetono annualmente con le stesse modalità sia in Sicilia e Calabria, dove per allargare l’area degli incendi il più possibile e renderli difficili da spegnere, gli incendiari appiccano il fuoco a materiali infiammabili legati alle code di animali come i gatti, i quali la loro unica “salvezza “ è quella di correre nei boschi, con i risultati che conosciamo. Solo in Sicilia ci sono circa 20.000 forestali e questo dato fa comprendere senza aggiungere altro, in che mani siamo e quindi che lo Stato italiano, non c’è.
Sempre con i fuochi si continua ad inventarsi, coreografie straordinarie che accompagnano le esibizioni dal vivo di famosi personaggi della musica, eventi eccezionali addirittura da 500.000 spettatori. Questi super spettacoli sono “ garantiti “da un imponente apparato di sicurezza, Safety and Security, ma rimane il fatto che, se succede un inghippo qualsiasi, la tragedia è assicurata.
Ricordo che giusto un mese fa, ultimata la costruzione di un palco per un concerto, a seguito di una ventolata il palco stesso è crollato. Quindi sarebbe il caso di rivedere le norme sulla sicurezza, giacché le incongruenze sono tante e gravitano di conseguenza sugli spettatori.
Ecco il perché in mezzo ai tanti pericoli, almeno quello che è possibile fare, va fatto e quindi abolire l’uso dei fuochi nei concerti sarebbe un passo importante verso i fini della sicurezza.
Inoltre aggiungo, che oggigiorno con l’aumento esponenziale di soggetti pronti a distruggere quello che è differente dalla loro cultura, è per me impensabile riunire una moltitudine così imponente di Persone nei concerti all’aperto.
Quanto sopra rappresenta brevemente un esempio, di quanto sia pericoloso il fuoco che in barba a tutto continuiamo ad ignorare.
Domani 6 agosto, sarà la ricorrenza della tragedia avvenuta nel 1985, a seguito appunto di un incendio doloso avvenuto nella parte centro occidentale dell’Elba, dove perirono Nadia Zimbaldi 20 anni, Davide Pertile, Sandro Stocco, Marco Carminati ed Emanuele Casati, tutti diciannovenni.
Questo scritto rappresenta il mio modesto contributo per commemorare i ragazzi che ci hanno lasciato. Sono lieto di sapere, che ogni 6 agosto, da numerose persone venga ricordato questo triste evento.
Per questo grave avvenimento, sono passati molti anni e una quantità incredibile di dati sono stati raccolti, nel 1985 le foreste venivano incendiate appositamente per avere un posto di lavoro e il detto reso popolare era, “ più incendi più soldi, ” da questa frase si comprende facilmente il motivo dei continui incendi delittuosi che avvenivano su tutto il territorio elbano. Appunto ci sono testimonianze, ritrovamenti di inneschi, cattura di incendiari, una quantità notevole di scritti di professionisti etcc..
Con tutti questi dati e con le nuove tecnologie a disposizione, non sarebbe il caso di interpellare un investigatore, per ricercare anche ulteriore filo di chiarezza, per arrivare a capire e attribuire le responsabilità di quelle azioni? Questa soluzione potrebbe scrivere nuove verità sull’accaduto, se c’è una possibilità di far luce, perché non tentare? Gli incendi erano dolosi e i responsabili nonostante le ripetute indagini, non sono mai stati trovati, ma ci sono.
Questi ragazzi meritano la verità, ed è nostro dovere fare il possibile.
Giancarlo Amore

Commenti
Posta un commento